O Grande Atanásio Contra o Arianismo
Viaggio nei primi secoli della Chiesa. Reportage di don Silvano Cola raccontato da Franca Salerno. เ Dopo il Concilio di Nicea, l'esplosione dell'Arianesimo crea una situazione di continua tensione nella Chiesa. Atanasio, divenuto a furor di popolo vescovo di Alessandria, col suo comportamento fermissimo e coraggioso combatte gli errori degli ariani, nonostante le intromissioni del potere politico. Si tratta di salvare verità fondamentali. della fede.
Il grande Atanasio. Non finirò di provare meraviglia finché campo per la figura di di questo vescovo che solo contro tutti è riuscito a dare scacco matto a imperatori, alla pulizia imperiale, a vari concili indetti per farlo condannare e in qualche momento a quasi tutto l'episcopato orientale. Ma il fatto più strano è che lui, l'imputato e ricercato, non ha smesso per un attimo di venire considerato la chiesa ufficiale anche dai suoi più arrabbiati oppositori. Sembrava che tutti intuissero che, vivo lui, la fede di Nicea avrebbe continuato ad essere la sola fede della Chiesa, malgrado tutti i tentativi escogitati, ora sottili, ora apertamente violenti, messi in atto da molti e perché no, in buona fede, per rendere più comprensibile alla ragione, ma in verità per banalizzare con spiegazioni riduttive il mistero di Dio. Ma voglio andare per ordine rivedendo alcuni appunti buttati giù durante gli anni di fuoco che vanno dalla fine del Concilio di Nicea fino a oggi, 2 maggio dell'anno. 373. Giorno di gloria e insieme di infinita tristezza per la morte di questo vescovo Atanasio, che per me fin da questo momento è uno dei più grossi santi che abbiamo avuto nella chiesa. Anno 328. Il 18 aprile è morto il vescovo Alessandro. Oggi 7 giugno, il suo segretario Atanasio, a furor di popolo è stato acclamato vescovo. Ho sentito la folla gridare e ritmare il suo nome. Atanasio. Adanazio vescovo Adanao vescovo Adanazio vescovo
e varie voci piuttosto dotate elevarsi sul clamore generale per declamarne le virtù.
È un uomo onesto e virtuoso. È un vero cristiano.
Vogliamo lui come vescovo.
Sì, vogliamo lui. Vescolo. Vescolo. Vescovo vescovo.
Ma ho anche visto gruppi di ariani e altri dissidenti con facce torve mangiarsi la bile. Penso proprio che non se ne staranno con le mani in mano. Anno 332. Ho capito la tattica di Atanasio. Lui dice la verità con la massima semplicità e poi con la stessa semplicità, ma giurerei che quasi ci prova gusto o almeno gioia interiore. Ne accetta le conseguenze, peraltro previste. In un anno ha dovuto allontanarsi ben due volte dalla sua chiesa di Alessandria perché pensava che non valesse la pena uno scontro aperto con ariani e compagni. Vogliono che Atanasio li riaccetti nella chiesa. Atanasio giustamente domanda:
"Credete anche voi che esiste una Trinità santa e perfetta, riconosciuta come Dio nel Padre, Figlio e Spirito Santo e che non è costituita di creatore e di creatura, bensì tutta insieme creatrice e che è Trinità, non per modo di dire, ma di fatto, ossia che il Padre è l'esistente, che il Figlio è l'esistente e che lo Spirito Santo è l'esistente
e dissi: "Ma Ario niente da fare, Atanasio è irremovibile, anche quando Costantino, avvelenato contro tutti i disturbatori della pace, caccia in malo modo gli accusatori e permette invece ad Atanasio di rientrare in sede per la Pasqua di quest'anno." "Anzi, so che ha scritto una lettera a Perario e i suoi seguaci". minacciandoli di pesanti multe se non rientrano nella fede di Nicea. Anni 333-335. Ario si presenta a Costantino e lo addolcisce dichiarando la sua fede in termini così sibillini che l'imperatore, poco avvezzo alle sottigliezze teologiche, la crede conforme al simbolo di Nicea e dice ad Atanasio di accoglierlo nella comunione della chiesa di Alessandria. Ma Atanasio si oppone con decisione. Di nuovo si scatena la lotta e fioccano le denunce contro il nostro vescovo.
Atanasio ha fatto buttare all'aria l'altare e ha fatto fracassare il calice del prete Ischira della Marcotide.
Ma questo prete malato da tempo, confessa di cadere dalle nuvole.
Atanasio ha fatto ammazzare il vescovo Arsenio dopo avergli fatto troncare una mano solo perché è seguace di Melzio.
Ma Atanasio si trasforma in detective e riesce a stanare in un monastero il vecchio Arsenio. Vivo come Non mai e con ambedue le mani intatte. Anno 335. Costantino vuole celebrare il trentennio del suo regno con una solenne festa religiosa. Non è una buona occasione, gli suggeriscono, perché un nuovo concilio metta pace tra i cristiani? Giusto, dice l'imperatore, ma di fatto l'idea era partita dai nemici di Atanasio che ora vengono in massa a Tiro in questa specie di tribunale, evidentemente montato su misura. per sbarazzarsi una buona volta del vescovo di Alessandria. Atanasio è costretto a presentarsi e le accuse cadono come grandine. Cinque vescovi scismatici lo incolpano di averli fatti fustigare. Il vecchio Iskra dice che sì, effettivamente Atanasio lo riteneva vescovo invalidamente ordinato e così, oltre ad avergli fatto distruggere l'altare lo aveva più riprese messo in prigione. Arsenio, è vero che è vivo e vegeto, ma è per un miracolo. Il fatto è che nessun vescovo e nessun fedele in comunione con Atanasio ha potuto presenziare a queste sedute. Ma grazie a Dio tutti quei bugiardi fanno tanto chiasso che le stesse guardie nauseate aiutano Atanasio a svignarsela in segreto e a farlo imbarcare per Costantinopoli. "Avevamo ragione, no?" urlavano gli ariani. "È fuggito, dunque è colpevole e per di più lo accuseranno di aver fatto boicottare lo scarico del frumento per affamare niente meno che la città stessa fondata da Costantinopoli, la nuova Roma, è un colpo mancino ma intelligente e l'imperatore abbocca. Atanasio viene prelevato ed è portato in Francia a Treviri. Non gli sarà facile, pensano, disturbare di lassù la pace dell'impero. Ingenui non sanno che Atanasio è anche un brillante scrittore? Anno 336. Bella città, Treviri, piena di vita e di fervore intellettuale. Il clima non è molto sano, intendo spiritualmente, a motivo dei circoli militari di ufficiali e di soldati. Ma Atanasio parla spesso della vita paradisiaca dei monaci della Tebaide e persino qui fa nascere in molti il desiderio della vita monastica, mentre Ario, momentaneamente sulla cresta dell'onda, muore di colpo a Costantinopoli. Ad Alessandria e i fedeli di Atanasio reclamano il loro vescovo. Perfino quel monaco Antonio, infama di santità dalla Teba Baide scrive lettere su lettere a Costantino in favore del suo amico. Ma l'imperatore risponde:
"Quel attacca brighe, quell'insolente, quell'orgoglioso, neanche dipinto, lo voglio rivedere". E poi è un tribunale ecclesiastico che l'ha condannato, no?
Eh, certo, ma col suo zampino. Anni 337-340. Anche Costantino è morto. Ho letto il discorso funebre fattogli da Ususebio di Cesarea. E se non fosse che dei morti bisogna sempre dir bene, gli toglierei volentieri quella fama di storiografo che si è acquistata con opere senz'altro eccellenti quando non erano viziate da plagio verso la casa imperiale. Atanasio può intanto rientrare in Alessandria, ma appena vi mette piede tra l'aclamazione commossa della folla è già pronta a salpare per Roma una nave con nuove accuse contro di lui, mentre illegalmente i vescovi filo ariani installano sulla cattedra di Alessandria un antivescovo, un certo Gregorio. La comunità di Atanasio, naturalmente si ribella e ancora si scatenano tafferugli violenti. Interviene la polizia, ma ci sono morti feriti e una chiesa incendiata. Ed è poi la polizia stessa che consegna agli ariani le altre chiese di Atanasio, il quale prudentemente si allontana per evitare altri massacri. Sguscia fra le maglie della polizia e si imbarca per Roma per dire al Papa Giulio le mostruosità. che si stanno commettendo ad Alessandria, una vera e propria caccia ai cristiani fedeli a lui e al credo di Nicea. Anni 342-346. Mi è stato materialmente impossibile annotare tutti i fatti di questi pochi anni. Atanasio ha vissuto praticamente con i bagagli in mano. Non faceva in tempo a mettere piede ad Alessandria che doveva ripartire con sotto processo, ne usciva ogni volta vincitore. Per gli ariani era diventato come un'ossessione e usarono di tutto per farlo tacere e scomparire, dalle accuse sapientemente orchestrate alla corruzione del potere civile e al tentativo di corruzione persino del Papa a Roma. Si sono convocati sinodi e concili a Milano, Treviri, Sardica. Ormai gli ariani, se Atanasio è presente, abbandonano i concili, anche se indetti dal Papa e sostenuti dall'imperatore. e si radunano da soli. Atanasio insiste che l'ultima parola in merito alla fede ce l'ha il Papa di Roma. Nel Concilio di Sardica, in Bulgaria, poi chiamata Sofia, malgrado gli sforzi congiunti degli ariani di proporre una nuova formula di fede, Atanasio non lascia mutare una et al credo di Nicea. Gli ariani si sfogano con soprusi contro i fedeli di Roma. Quando finalmente nel 346 Atanasio può ritornare ad Alessandria, Lungo il suo viaggio si ferma ad Adrianopoli per pregare sulle tombe del vescovo Lucio, suo amico, morto ammanettato e con una catena al collo, e di 10 laici artigiani fatti ammazzare dai suoi nemici. Purtroppo non ha tempo di andare in Armenia a trovare i suoi preti e diaconi deportati e a spingersi in Libia per consolare due suoi vescovi esiliati. Cos'è mai la politica? Oggi gli imperatori tifano di nuovo per Atanasio e Costanzo, imperatore d'Oriente fa niente meno precedere il suo ritorno ad Alessandria da una staffetta di poliziotti. È il 21 ottobre. Che festa ad Alessandria! Ci sarà finalmente la pace religiosa? Anni 346-356. In meno di 2 anni da che è rientrato in sede sono già pressoché 400 i vescovi in comunione con Atanasio e con Roma. Ho visto persino alcuni che ce l'avevano a morte con lui chiedergli buoni Buoni di perdonarli. Intanto la fede di Roma e di Nicea si diffonde anche in Etiopia, grazie al nostro santo vescovo. E che umiltà scrive ai monaci della Tebaide, debole come sono per natura. Ma poi quando al Sinodo di Milano l'imperatore Costanzo vuole imporre con la forza le sue idee e dice spavaldamente:
"Ciò che voglio io, questa è la regola della Chiesa.
Tu con tutta la tua potenza, col governo della Chiesa, non c'entri per niente. Da come parli. I vescovi ariani sono più ossequienti.
Ma la nostra non è una religione da Eunoki.
Naturalmente dopo queste battute è di nuovo l'esilio. Atanasio va a nascondersi tra i suoi amici della Tebaide, giusto nel momento in cui muore quel patriarca del monachesimo che già tutti venerano come un santo. Antonio. Che accoppiata vincente, due amici per la pelle, due santi, se mi è permesso ripetermi, che hanno illuminato questo secolo di caos dottrinale e di rilassamento morale seguito al cristianesimo di stato. Anni 357. Ad Alessandria, partito Atanasio, sembra tornato il periodo delle persecuzioni. Il vescovo imposto dall'imperatore, un certo Giorgio di Cappadocia, amante più del denaro che del Vangelo, ha a sua disposizione un commando militare che scaccia i vescovi cattolici fedeli ad Atanasio, manda il in esilio o lo condanna ai lavori forzati nelle miniere. Vengono proibite le riunioni dei cattolici, ristabilite le torture e il terrore. Ma pure da lontano Atanasio dà fastidio e tutti sanno che questo patriarca invisibile è più forte e influente degli eretici e del potere civile messi insieme. Bisogna trovare Atanasio, dunque, e farlo fuori. Viene sguinzagliata nel deserto della Tebaide la polizia segreta. 6 anni di ricerche, l'interrogatorio dei monaci e nessuna traccia di Atanasio, che pure se ne sta pacifico in mezzo a loro a scrivere lettere e trattati per sostenere la fede del suo gregge. Un giorno è andato vicino a farsi beccare. Stava risalendo il niro in barca lungo la riva, gli si accosta una galera della polizia e
avete visto Atanasio?
Penso proprio di sì.
È lontano?
Affatto. Credo che gli siate proprio alle costole. Se rememate più in fretta è tutto vostro. E quelli si buttano sui remi e si allontanano. Un vero alessandrino, il vescovo di Alessandria. Ma non poteva lasciarsi prendere, gli restava troppo da fare. Smascherare tutti i veleni propinati dagli eretici, tanto più pericolosi quanto più inzucchati da un attraente razionalismo. Raccontare in libri e libri la tristissima storia degli ariani. Far innamorare di Gesù, l'uomo Dio, un sacco di anime. Che strano. Ario che credeva di gli uomini con la ragione, rifiutando la divinità del Figlio e dello Spirito Santo, s'è trovato con un pugno di mosche. Atanasio, innamorato del mistero della Trinità, ovunque si è trovato, ha generato la Chiesa. Ma in fondo non è proprio strano, perché ricordo che Atanasio aveva scritto:
"Vuoi capire chi è il verbo? Rendi pura la tua anima e imita l'amore di Cristo, perché solo così puoi capire qualcosa del verbo di Dio.
Ecco il genio. Se non ami non capisci un HC né di Dio né degli uomini. Viaggio nei primi secoli della Chiesa. Reportage di don Silvano Cola raccontato da Franca Salerno. Il grande Atanasio. Personaggi e interpreti: Natanasio, Bruno Cattanio, Costantino Roberto del Giudice, Costanzo Norman Mozzato e inoltre e Paolo Lauciani. Tecnici del suono Luciano D'Andrea e Roberto Icozzilli. Adattamento regia di Franca Salerno, una realizzazione del programma Orizzonti Cristiani della Radio Vaticana. M.
Fim
Fonte: k-7_VIAGGIO NEI PRIMI SECOLI DELLA CHIESA_(Radio Vaticana)_[Il Grande Atanasio]
(Transcrito por NotebookLM)
